FALSO MOVIMENTO

SCUOLA AL CINEMA - PICCOLI SPETTATORI PER IL GRANDE SCHERMO

ANNO SCOLASTICO 2008 - 2009

“Piccoli Spettatori per il Grande Schermo” rappresenta un’iniziativa culturale rivolta alla diffusione del cinema “di qualità” tra i giovani in età scolare.

Si tratta di un significativo e pregnante progetto, proposto dal cinema Falso Movimento di Foggia dal 1998, destinato al mondo della scuola.

Attraverso la fruizione cinematografica si offre ai giovani non solo di aprire un ventaglio di possibilità di socializzazione, ma anche di misurarsi su tematiche significative grazie al dialogo e al dibattito insiti nella lettura critica dell’immagine.

Sullo sfondo di questo poliedrico progetto l’ottava edizione della manifestazione “Cinema Scuola - Piccoli Spettatori per il Grande Schermo” rappresenta uno degli strumenti atti a far nascere tra i giovani, come ho già accennato, riflessioni su temi e argomenti significativi.

È stato quindi istituito il premio “Il piccolo critico” grazie al quale s’intende riconoscere e incentivare la realizzazione e la diffusione di film di alta qualità attraverso la stesura di recensioni sui film visti.

Si crea così un processo virtuoso in cui i giovani possono accostarsi con più vivo interesse all’inesauribile fonte cinematografica certi di trovare domande e risposte, spaziando dalle tematiche attuali alle storie più fantastiche.

 

 

 

 

MONSIEUR BATIGNOLE

Nell'estate del 1942 i Bernstein, una famiglia di ebrei, viene arrestata in seguito all'intervento dei loro vicini di casa che d'accordo con un colonnello delle SS, si appropriano del loro appartamento. L'unico scampato della famiglia, il piccolo Simon, bussa alla porta di casa di Monsieur Batignole, un macellaio che, avendo già vissuto la prima guerra mondiale, cerca di barcamenarsi per non far mancare nulla alla sua famiglia. Un uomo semplice e modesto, Edmonde Batignole, si trova a dover prendere una decisione difficile e rischiosa, con un genero collaborazionista e una moglie lamentosa.

 

AZUR E ASMAR

Molto tempo fa in un paese lontano, due neonati vengono allattati dalla stessa donna: Azur e Asmar. Il primo, biondo e con gli occhi azzurri, è il figlio del signore del luogo, il secondo invece, bruno con gli occhi scuri, è il figlio della nutrice. Allevati come fratelli, vengono separati brutalmente mentre sono ancora piccoli. Azur, segnato dalle favole che gli ha raccontato la sua nutrice, continua a credere fermamente nella leggenda della fata dei Djinns e decide di andarla a cercare anche al di là del mare. Diventati più grandi, entrambi i fratelli di latte partiranno alla ricerca della fata e, rivaleggiando in audacia, raggiungeranno il Maghreb, la terra magica in cui li attendono pericoli e meraviglie.

 

SENZA DESTINO

Racconto doloroso e dettagliato dell'esistenza in un campo di concentramento attraverso lo sguardo di Gyuri, un giovane ebreo ungherese. Dopo la deportazione del padre in quelli che sono creduti semplicemente campi di lavoro, anche Gyuri viene rastrellato sull'autobus che lo sta portando a scuola. Dopo un periodo passato ad Auschwitz, viene poi spostato a Buchenwald, dove viene perseguitato da un kapò ungherese e dove inizia la sua routine di fatica, dolore, sottomissione e degrado: perde i lunghi riccioli neri, dimagrisce progressivamente, spala sassi, trasporta sacchi pesantissimi, si lava di rado, contrae la scabbia, gli va in cancrena un ginocchio, è costretto a dormire vicino ai moribondi e a passare intere giornate in piedi, al freddo o sotto la pioggia. Eppure non "perde se stesso" - come dirà una volta uscito dal lager, prelevato per miracolo da una fossa comune dalle truppe alleate - né il contatto con la realtà. Una realtà fatta anche di piccole e necessarie astuzie per sopravvivere e di momenti che senza imbarazzo definisce "piacevoli".

 


ARRIVEDERCI RAGAZZI

Tre ragazzini ebrei, clandestinamente ospitati in un collegio cattolico, sono prelevati, in seguito a una spiata, dagli sgherri della Gestapo col direttore del collegio. Leone d'oro a Venezia '87. Nella carriera di Malle è, dopo Il soffio al cuore, il 2 film esplicitamente autobiografico, il più vicino a Truffaut e non soltanto per l'argomento. Meno originale, forse, ma emotivamente più coinvolgente (con qualche concessione agli stereotipi) di Lacombe Lucien, anch'esso ambientato nella Francia di Pétain, conta per la cura dei particolari e dell'ambientazione, la ricchezza delle invenzioni, una pagina di alta retorica didattica (l'omelia del padre direttore), un epilogo straziante.

 

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